Il Rapporto 2025 sull’Economia Circolare conferma il ruolo dell’Italia tra i Paesi leader in Europa, con performance superiori alla media UE su riciclo e produttività delle risorse. Ma il dato più rilevante è che la trasformazione digitale rappresenta oggi il vero acceleratore della circular economy.
Il fascino di una barca non svanisce con il tempo: ciò che conta è la cura. Il restauro nautico è un’attività che unisce tradizione artigianale e innovazione tecnologica, capace di riportare yacht, barche a vela e imbarcazioni da lavoro alle condizioni originali, o persino migliori.
A luglio 2025, la Commissione Europea ha aggiornato il suo Green Deal con un nuovo pacchetto strategico per rafforzare la transizione ecologica. Il focus è su economia circolare, mobilità sostenibile e gestione efficiente delle risorse industriali, con impatti significativi anche per le PMI e i settori produttivi.
Il restauro è un passaggio delicato nel mondo del collezionismo. Se da un lato può valorizzare un oggetto, dall’altro può comprometterne irrimediabilmente l’autenticità e il valore di mercato. In questo articolo esploriamo cosa significa restaurare un oggetto da collezione.
Nel luglio 2025 è entrata nel vivo la quarta sessione negoziale dell’ONU per il Trattato Globale sulla Plastica, con l’obiettivo di concludere entro il 2025 un accordo giuridicamente vincolante. Il documento mira a ridurre l’inquinamento da plastica lungo tutto il ciclo di vita del materiale, coinvolgendo governi, industrie e consumatori.
Secondo il nuovo Rapporto 2025 sull'economia circolare pubblicato da Circular Economy Network ed ENEA, l’Italia si conferma tra i Paesi più virtuosi d’Europa. Con un punteggio di 65,2 su 100, il nostro Paese è secondo solo ai Paesi Bassi e primo tra le grandi economie UE.
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