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Direttiva Case Green: cosa prevede la fase finale e cosa cambia entro il 2030

Un’analisi aggiornata a novembre 2025 sugli obblighi energetici introdotti dalla Direttiva EPBD 2024/1275, sulle scadenze europee e su cosa comportano per edifici esistenti e nuove costruzioni.

La Direttiva Case Green rappresenta uno dei pilastri più importanti del percorso europeo verso la decarbonizzazione del patrimonio edilizio entro il 2050. Nel 2024 la Direttiva EPBD 2024/1275 è stata definitivamente approvata, entrando in vigore il 28 maggio 2024. A novembre 2025 gli Stati membri sono entrati nella fase più delicata: il recepimento nazionale, la definizione dei piani di ristrutturazione e l’organizzazione degli interventi che porteranno edifici pubblici e privati a ridurre significativamente consumi ed emissioni.

Questo articolo offre un quadro completo sulle novità della “fase finale”, per comprendere cosa richiede la normativa, quali sono le nuove scadenze e quali opportunità si aprono per proprietari, imprese e operatori del settore.

Cos’è la Direttiva Case Green e perché è decisiva per il 2050

La Direttiva EPBD è lo strumento principale attraverso cui l’Unione Europea sta armonizzando la prestazione energetica degli edifici. L’obiettivo è chiaro: arrivare al 2050 con un patrimonio edilizio a emissioni quasi nulle.

Le novità della versione approvata nel 2024 hanno ridefinito la scala energetica, introdotto nuovi criteri per il calcolo della prestazione e reso più chiaro il percorso per la riqualificazione degli immobili con le classi energetiche peggiori.

I punti chiave includono:

  • costruzioni nuove obbligatoriamente Zero Emission Buildings (ZEB) dal 2030;

  • addio graduale agli impianti a combustibili fossili;

  • aggiornamento della scala energetica da A a G;

  • introduzione del Passaporto di Ristrutturazione;

  • obblighi graduali per edifici pubblici e privati.

Le principali scadenze: cosa succede tra 2025 e 2030

A novembre 2025 gli Stati membri sono nel periodo previsto per la redazione del National Building Renovation Plan, documento obbligatorio da consegnare entro maggio 2026.

Le scadenze più importanti stabilite dalla direttiva sono:

Edifici nuovi

  • 2030: tutti i nuovi edifici residenziali e non residenziali dovranno essere edifici a zero emissioni.

  • 2028: l’obbligo scatta in anticipo per gli edifici pubblici.

Edifici esistenti non residenziali

  • Entro il 2030 deve essere riqualificato il 16% degli immobili con peggiori prestazioni.

  • Entro il 2033 la quota sale al 26%.

Edifici residenziali

La direttiva non impone salti di classe obbligatori (come nelle prime bozze), ma richiede agli Stati membri di:

  • ridurre di almeno il 16% il consumo medio di energia primaria del parco edilizio nazionale entro il 2030;

  • raggiungere una riduzione del 20–22% entro il 2035.

Fonti come InfoBuildEnergia hanno confermato che questa versione più flessibile permette agli Stati di modulare gli interventi in base alle caratteristiche del proprio patrimonio edilizio.

Addio graduale alle caldaie fossili: cosa cambia per il riscaldamento

Uno dei punti più rilevanti della Direttiva Case Green riguarda le tecnologie di riscaldamento.

Dal 2025 non sono più ammessi incentivi per le caldaie a combustibili fossili.

Per gli edifici nuovi, dal 2030, sono ammesse unicamente soluzioni tecnologiche compatibili con la definizione di Zero Emission Building, ossia sistemi privi di emissioni dirette (pompe di calore, fotovoltaico con accumulo, sistemi ibridi certificati).

Passaporto di Ristrutturazione: lo strumento che guiderà gli interventi

Ogni edificio potrà ottenere un Renovation Passport, documento che indica una sequenza di interventi tecnici per portare l’immobile verso prestazioni più efficienti, con un approccio graduale e coerente.

Questo strumento consentirà a proprietari e investitori di pianificare interventi mirati su:

  • isolamento e cappotto termico;

  • sostituzione degli impianti;

  • sistemi da fonti rinnovabili;

  • smart building e automazione.

 

Deroghe e casi particolari previsti entro il 2025

La direttiva stabilisce alcune esclusioni, tra cui:

  • edifici storici vincolati;

  • luoghi di culto;

  • seconde case utilizzate per meno di 4 mesi all’anno;

  • edifici rurali con particolari vincoli architettonici.

Queste deroghe sono confermate dalle fonti 2025, tra cui le analisi tecniche pubblicate da InfoBuildEnergia.

Opportunità per proprietari, imprese e investitori

La Direttiva Case Green apre un mercato molto ampio per:

  • interventi di ristrutturazione;

  • installazione di pompe di calore e sistemi a energia rinnovabile;

  • soluzioni di domotica e smart building;

  • materiali isolanti;

  • infrastrutture per la mobilità elettrica;

  • nuove valutazioni energetiche avanzate.

Per i proprietari di immobili il vero vantaggio riguarda la valorizzazione dell’immobile: gli edifici efficienti sono già oggi più appetibili sul mercato e mantengono un migliore valore nel tempo

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