Uno stock di abbigliamento vario è un lotto di capi provenienti da sovrapproduzioni, cambi di stagione, rimanenze di magazzino o chiusure di store commerciali. La sua peculiarità stanno tutte nell'equilibrio tra capi basic e articoli strutturati. Un mix perfetto adatto per diverse soluzioni, scopriamole insieme.
I quattro pilastri dello stock abbigliamento: T-shirt, camicie, felpe e maglie
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T-shirt (L'Evergreen ad alta rotazione): È il capo universale per eccellenza, vendibile 365 giorni all'anno. Utilizzata come sottogiacca d'inverno o protagonista d'estate;
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Camicie (L'eleganza formale e casual): Introducono una componente di grande interesse e valore e percepito nello stock. Dai tessuti in cotone classico per l'ufficio fino al lino o al denim per il tempo libero;
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Felpe (Il motore dello streetwear e del comfort): Elemento immancabile per il target giovanile e sportswear. Con cappuccio, zip o girocollo, la felpa è un driver ad altissima domanda.
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Maglieria (Il valore della stagionalità): Maglioni in lana, pullover leggeri o cardigans permettono di presidiare i mesi freddi e le mezze stagioni.
Tutti i vantaggi del mix
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Pianificazione del restock flessibile: Disponendo di diverse tipologie di capi, è possibile modulare l'esposizione in negozio a seconda delle condizioni meteo o delle tendenze del momento;
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Strategie di cross-selling e bundling: Consente di creare outfit completi direttamente nel punto vendita (ad esempio abbinando una camicia aperta sopra una t-shirt, o una felpa abbinata a un look casual), spingendo il cliente ad acquistare più articoli in un'unica soluzione.
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Mitigazione del rischio di magazzino: A differenza degli stock monoprodotto (es. solo capispalla pesanti), un lotto vario potrebbe non subire uno "stop" improvviso della domanda legato al cambio di stagione.
Come valorizzare l'assortimento ?
Per trasformare un lotto di capi misti in un'opportunità, occorre applicare un criterio di selezione preciso:
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Analisi della composizione e della curva taglie: Verificare che il lotto offra un'equa distribuzione tra taglie commerciali (S, M, L) ed eventuali oversize.
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Controllo della qualità dei materiali: La presenza di fibre naturali (cotone, lana, lino) aumenta notevolmente la percezione di valore rispetto ai sintetici.
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Presentazione visiva e merchandising: Valorizzare lo stock suddividendo i capi per palette cromatiche o stili d'uso, evitando l'effetto "Cestone da liquidazione".
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